Chi l'ha detto che aristocratici si nasce e non si diventa?

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Venerable Lady Paola the Disheveled of Chignall Duntisbourne
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lunedì 24 settembre 2007

Una splendida giornata



5 Giugno 2007 - 17:30



Dovrei aspettare la sera, per fare un resoconto di questa giornata, ma mi metto a scrivere già adesso, perché se è vero che "il buongiorno si vede dal mattino", ho già ampiamente indovinato l'andazzo di oggi. Ma andiamo con ordine.
Mi sono svegliata stamani alle 6, convintissima che fosse tardi e che non ce l'avrei mai fatta a prendere l'autobus; invece mi volto e mi accorgo che invece è fin troppo presto. In teoria, potrei dormire un'altra ora e mezza, ma chi si riaddormenta? E così passo un'ora e mezza a girarmi e rigirarmi nel letto come una tarantata, e quando sto per riprendere sonno... E' ora di alzarsi: si sono fatte le 7:30. Mi alzo dal letto con una lentezza da ubriaca cronica, vado verso il bagno per rendermi un attimino più umana... E sbatto il naso contro lo stipite della porta! Biascicando un "e si comincia benino...!" e soffocando qualche seria imprecazione, riesco finalmente ad assolvere ai miei doveri. Il tempo di rifare il letto e fare una rapida colazione, ed è già ora di uscire: t-shirt azzurra, pantaloni color sabbia, scarpe dello stesso colore e una maglia nera di cotone a maniche lunghe legata in vita, storico zaino in spalla, e fuori! C'è un pallido sole, ma rischio di rimanere lì sul portone: si gela! Non risalgo in casa, perché rischierei troppo di perdere l'autobus per davvero, quindi mi affretto a mettermi anche la maglia nera a maniche lunghe: "Tanto - pensavo - tra poco inizierà a far caldo"!!! Con questa convinzione, mi avvio di buon passo alla fermata. Aspetto pochi minuti, l'autobus arriva, salgo... E ho lasciato il biglietto a casa! (NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!). Chiedo al conducente se mi fa la cortesia di farmi un biglietto a bordo, nonostante la sovrattassa (per chi non lo sapesse, il biglietto dell'autobus per la tratta Veglie-Lecce costa 1,40 Euro, con la maggiorazione sono 2 Euro tondi tondi). Sborso il dovuto, oblitero e finalmente prendo posto. La giornata non è ancora iniziata del tutto, ma sono già stressata come un funzionario di Borsa! Arrivo a Lecce con un quarto d'ora di ritardo, scendo dall'autobus e mi fiondo letteralmente verso il luogo di lavoro. Di solito, con un buon passo, ci metto un quarto d'ora: stamattina ci ho messo meno di dieci minuti! Arrivo, tutta trafelata, con il solo fiato sufficiente per dire "Buongiorno", e mi catapulto alla mia solita postazione. Arriva il capo, mi chiede gentilmente come sto (dato che ieri avevo la febbre), e inizia a parlarmi di colleghe che devono rientrare dopo un periodo di malattia, della mia settimana di prova, etc. Praticamente, ho fatto tutto 'sto casino per nulla... Va bene. Mi impongo la calma e un sorriso sereno. Esco. Vado all'edicola accanto all'ufficio e prendo Il Quotidiano (giornale di Lecce). Vado in Piazza S.Oronzo, mi siedo su una panchina e inizio a sfogliarlo. Intanto, il cielo si fa plumbeo e il vento più forte e freddo. Rabbrividisco per il freddo, ma cerco di resistere alla tentazione di entrare all'Alvino per un sontuoso caffè con panna in tazza grande come non lo fanno da nessun'altra parte al mondo... Ma, si sa, non è il mio forte resistere alle tentazioni, così cedo. Faccio per alzarmi dalla panchina, mi volto verso destra... E l'Alvino è chiuso. Resto lì come una beota per qualche secondo, e quando sento la prima goccia sulla fronte, mi decido a prendere il minibus elettrico che mi porterà alla fermata di Porta Rudiae, per tornare a casa. Neanche il tempo di attraversare la piazza, che le poche gocce si trasformano un un diluvio. E sono senza ombrello! (Ussignùr! 'Sà go fat me de mal a chel mund chì?) [1] Arriva la navetta: zuppa come sono, salgo e il breve viaggio inizia. Peccato che non vada a Porta Rudiae, ma a Porta Napoli (Va bene... Calma... Calma... Respira...): il che significa che dovrò fare mezzo Viale degli Studenti, per raggiungere la fermata (cioè all'incirca 500 m, che non sono tanti, ma provate a farli voi sotto il diluvio, con un ventaccio della malora, senza ombrello e con due ministrati di cotone addosso). Arrivo, riesco a ripararmi nel vano dello sportello Bancomat della Banca Popolare Pugliese e aspetto l'autobus, che arriva dopo pochi minuti. Mentre le porte si aprono, un fatidico esclamativo risuona per le volte della mia mente: "PORCA VACCA: IL BIGLIETTO!!!" E mentre prego tutti i santi che non sia lo stesso conducente dell'andata, onde evitare figure imbarazzanti, alzo lo sguardo... Ed è lui! Terra, apriti ed ingoiami... Fammi sprofondare! Adesso!!! Grondante di pioggia, con le guance talmente roventi che ci avrei potuto cuocere due fiorentine, gli chiedo la stessa cortesia di stamattina. Lui, evidentemente perplesso, mi squadra da capo a piedi (credo che stia pensando che le rotelle del mio cervello siano andate in pensione), e poi mi fa il biglietto. Pago e vado a sedermi. Arrivo in paese, scendo e, sempre sotto la pioggia, mi incammino mestamente verso casa. Costeggio il palazzo del comune, quando un idiota dentro una Audi nera, passando velocemente, prende in pieno una pozzanghera e mi fa una doccia completa (come se non fossi già abbastanza fradicia). Ormai esasperata, gli grido dietro "IDIOTA!!!!!!!!!!!!!!!!!", ecchissenefrega se mi sente e, magari, fa marcia indietro per mettersi anche a discutere. Non lo fa: probabilmente neanche mi ha sentito.
Dopo cinque minuti, arrivo finalmente a casa: mi fiondo sotto la doccia, mangio e finalmente posso ridefinirmi un essere umano! Ricapitolando... Ho perso un'ora e mezza di sonno, ho speso 4 Euro inutilmente, ho trovato chiusa la mia caffetteria preferita, ho sbagliato minibus, mi sono gelata ed inzuppata, un idiota mi rovescia addosso una pozzanghera...
Ah, e ho perso il lavoro...!
Una splendida giornata...

[1] Cremonese: O Signore! Cosa ho fatto di male a quel mondo qui?

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