Chi l'ha detto che aristocratici si nasce e non si diventa?

My Peculiar Aristocratic Title is:
Venerable Lady Paola the Disheveled of Chignall Duntisbourne
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lunedì 24 settembre 2007

Ancora qui



27 Agosto 2007 - 18:06



Sono ancora qui, nonostante tutto: oggi non ho molto da fare.
Ieri sera, commentando un post nel blog di un mio amico, ho promesso di continuare il discorso qui, anche perché, più che un commento, stava per diventare un post a tutti gli effetti!
La cosa è partita da una foto che ha messo sul suo blog: quella foto gliel'avevo fatta io, una sera di Ottobre, dopo una serata con lui ed altri amici (ed ex colleghi di lavoro). Eravamo a Trieste, sul Colle di S.Giusto. Ero arrivata da poco in quella città e quella era la mia prima uscita. Nella foto in questione, questo mio amico aveva due improbabilissimi foulard a fasciargli testa e collo (anche perché il vento non la mandava molto a dire), gli occhiali sul naso e un'improbabile faccia da professoressa acida: da morire dalle risate! Non successe nulla di oggettivamente specialissimo, in quella serata... Voglio dire: è stata una normalissima serata tra amici: ci siamo trovati per andare a cena, risate, qualche bevutina in allegria, giro sul Colle, foto serie e non (soprattutto non)... Ma io me la ricorderò finché campo, perché per la prima volta in vita mia, non mi sono sentita un'estranea, una "mosca bianca", una che non c'entra. Abitavo a Trieste da poco più di due settimane, ma quella sera mi sembrava che fosse esattamente quello il mio posto. Mi sentivo davvero "tra amici", sebbene non conoscessi nessuno della compagnia da più di una decina di giorni. Durante quella serata, nonostante le risate che ogni tanto mi capitava di far fare agli altri, in realtà non smettevo di pensare a quanto quei giorni fossero l'inizio di una nuova parte della mia vita: una vita per cui avevo combattuto, e che mi piaceva. I miei primi passi da sola. Era come se avessi i sensi amplificati: riuscivo perfettamente a sentire e decifrare ogni minima variazione di modo e d'intensità di quello che sentivo, vedevo, percepivo. Mi vedevo dal di fuori, e mi trovavo esattamente dove sentivo di dover essere. Certo, non sapevo che, da lì a qualche mese, le cose sarebbero precipitate, ma non è questo il punto. E non è questo il post più adatto per parlarne.
Le foto che ho di quella sera, sono tra le più preziose che ho, proprio perché mi ricordano della primissima volta in vita mia che non mi sono sentita come un clandestino in prima classe. Ero in un gruppo, e finalmente sentivo di farne parte in pieno. La fortuna, forse... Ma una cosa è certa: forse non è stata la causa scatenante, ma tutto ciò che è successo quella sera è stato di grande aiuto a che io diventassi più sicura di me stessa. Da quella sera, io non mi nascondo più, o comunque meno di prima. E, anche se forse spalacherà gli occhi dallo stupore (dato che forse non se n'era neanche accorto), devo parte di tutto questo anche alla nascente amicizia con il soggetto della foto: Mr. Professoressa Zitellona Acidona. Discorsi seri e semiseri (ma anche totalmente folli) con lui sul posto di lavoro e fuori,battute scritte e dette, anche se pochissime volte, mi hanno aperto un mondo che ho sempre avuto un po' paura di affrontare. Leggendo i suoi blog, ho ripreso il coraggio per aprirne uno e seguirlo. Sono piccole cose queste, forse, ma tante piccole cose tutte insieme possono formare colossi!
Non lo sto idealizzando, ci mancherebbe: ma questo glielo devo, anche se non gliel'ho mai detto, neanche per e-mail... Perciò...
Grazie, "prof"! Peccato solo per il poco tempo trascorso assieme, finora. Se sarà destino recuperare, recupereremo! Del resto, un amico poeticamente pazzo come te è talmente raro...!!!

Questo post è dedicato a Filippo e ai suoi occhi buoni.

Nella foto: lo stesso soggetto che fa il "direttore d'orchestra figo"... Sempre nella stessa sera

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