Chi l'ha detto che aristocratici si nasce e non si diventa?

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Venerable Lady Paola the Disheveled of Chignall Duntisbourne
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lunedì 24 settembre 2007

Il Rigoletto Traviato



30 Maggio 2007 - 17:28



Oh, finalmente sono di nuovo al pc, dopo aver preso pioggia smadonnando, aver chiamato mezza provincia di Lecce per proporre corsi d'informatica (però, come sono cortesi i leccesi al telefono... Trovato un argomento per il prossimo post!), aver preso altra pioggia smadonnando a bocca piena (provateci voi: munitevi di un paninazzo bello carico comprato al volo in un bar per non perdere l'autobus, uscite dal bar con 'sto panino in mano e gustatevelo mentre camminate spediti e nel frattempo iniziano a cadere i goccioloni. Vi sfido a smadonnare con mezzo panino ancora in bocca senza sputacchiare briciole!!!).
A casa, finalmente! Docciuzza, cambio di vestiario, ed eccomi qua. Da stamattina, anzi per la verità da ieri sera, mi frulla per la testa questo pensiero: eseguire opere, da cantanti, accompagnati da una banda, nove volte su dieci significa traviare quelle opere. Ogni opera sarà irrimediabilmente Traviata (con buona pace di chi non ha capito il gioco di parole).
Innanzitutto, si eseguono solo delle selezioni, e non opere intere (se no la poca gente che viene a sentire, già rimbambita e mezzo addormentata di suo, entra direttamente in coma), e poi sono musicalmente stravolte: vuoi per mancanza di musicisti (chi vuole più fare il bandista, al giorno d'oggi?), vuoi per scarsa conoscenza delle basi di teoria musicale, nonché scarsissimo orecchio musicale, da parte di molti "suonatori"... Ma praticamente ogni volta mi ritrovo a pensare che i poveri Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi, Puccini, e via musicando, stiano facendo a gara di salti mortali nella tomba: Mi verrebbe voglia di andare davanti alle loro tombe, una per una, a chiedere perdono per le ignobili, quando non francamente ridicole, esecuzioni delle loro pagine, ogni volta che uno spettacolo (e che spettacolo, mio Dio!) finisce. Mi ci metto anch'io, in mezzo, perché io ci canto, con queste bande. Da anni lo faccio, e finché potrò, continuerò a farlo. "Perché?", mi si potrebbe chiedere... I motivi sono tantissimi, e quasi nessuno coerente con quanto ho appena scritto: perché con molti colleghi cantanti e altrettanti bandisti ho instaurato un bel rapporto; perché ogni volta mi spano dalle risate, anche e soprattutto sul palco; perché è una scusa per girare mezza Italia e vedere luoghi che altrimenti non vedrei mai, perché magari non fanno parte delle "bellezze italiche convenzionali (o convenzionate)"... I motivi ci sono: esili, ma ci sono. E qui parte l'aneddoto che ha ispirato il tag.
Ero in un paesetto sperduto in Campania, neanche una gran bellezza. Il programma della serata comprendeva, come sempre, una selezione dal Rigoletto. La serata parte subito male: le prime note della sinfonia d'apertura rilevano una stonatura senza eguali da parte delle trombe. Fuori uno. La prima aria, quella del tenore: "Questa o quella" va abbastanza liscia, per fortuna, anche se c'è da dire che il tenore non è che sia proprio Mario Del Monaco...! E vabbè, pazienza... Duetto Rigoletto-Gilda: io e il baritono rischiamo di venire travolti da un'ondata di riso nervoso pochi secondi prima di attaccare, ma non so per quale forza misteriosa non accade. Pericolo scampato. Prima aria di Gilda: parto bene, ma senza rendermene conto, salto un buon pezzo (e sì che non era la prima volta che la cantavo a memoria!). Appena io e il direttore ce ne accorgiamo... Black out! Salta tutto: faretti, microfoni, le luminarie della cassa armonica... Tutto! Per un minuto ho pensato che fosse il buon Verdi che, da lassù, avesse perso la pazienza per avergli traviato il suo caro Rigoletto... Giuro che l'ho pensato!
Tempo cinque minuti, e il guasto viene riparato: riattacco l'aria da capo, stavolta senza sbagliare... Quartetto, seconda aria del tenore, ultimo duetto Rigoletto-Gilda, e coda della banda, con immancabili stimpanate infinite e tutti gli strumentisti a fiato al limite dell'embolia. Applausi, dopotutto... Si spegne l'ultimo applauso e.... KRA-BOOOOOOOM!!! Tuoni in lontantanza, una goccia, due, tre... SWOOSH!!!! Diluvio!
A questo punto non ho dubbi: Verdi si sta vendicando, per aver fatto del suo amato Rigoletto un Traviato di quart'ordine...

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