Voglio lasciar andare le mani e scrivere quello che mi passa per la testa, anche se può non avere un filo logico. Raccontare le strane sensazioni provate stanotte, a metà tra il sonno e la veglia, mentre mi sembrava che un vento che non sentivo mi tirasse il viso da destra a sinistra e provavo un dolore che, in realtà, non era un vero e proprio dolore fisico. Raccontare il sovraffollamento di pensieri e ricordi nella mia mente, la moltitudine di sentimenti contrastanti che ha riempito e continua a riempire il mio cuore.
Per troppo tempo sono rimasta senza scrivere, e quei piccoli nodi che avevo dentro di me, che si scioglievano sistematicamente man mano che scrivevo, si sono uniti tutti assieme in un unico grande nodo che faccio una fatica immane a sciogliere. Ho ripreso a scrivere, senza curarmi molto di cosa uscirà dalla mia mente, dal mio cuore, dalle mie mani, perché per ora l'importante è che ciò che ho dentro non rimanga più confinato al chiuso. E' come un urlo liberatorio, con la differenza che è partito quasi a mezza voce e ci vorrà molto tempo perché torni a tacere. Forse non lo farà... E una parte di me se lo augura. Ho voglia, ho bisogno di urlare, ma urlare cosa? Non importa. Ora l'importante è l'urlo, che porti via con sé il dolore, la rabbia, la paura che per tutto questo tempo sono stati racchiusi in me come in una gabbia troppo stretta. Una gabbia che io stessa ho costruito, ecco il paradosso. Aspiro alla libertà e mentre cerco di raggiungerla costruisco da sola la mia prigione. So che, come l'ho costruita, la posso abbattere. So di poterlo fare, e ho iniziato a farlo. Costa fatica? Certo che sì! Ma il bello è che, seppur faticoso, non è difficile.
Ho paura... Ma non mi farò bloccare. Sono ancora un passo più vicina alla piena consapevolezza di chi sono veramente e, certo, intuisco perfettamente quello che sono, so quali sono i miei punti di forza e i miei limiti, riesco perfettamente a capire quali di questi limiti sono superabili e quali no. Ma questo non basta.
C'è chi dice che è proprio la paura che ci mantiene in vita. E' vero, ma non è tutto: la paura, senza il coraggio di combatterla, ti mantiene in vita, è vero, ma non è quello che ti fa vivere!

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