Chi l'ha detto che aristocratici si nasce e non si diventa?

My Peculiar Aristocratic Title is:
Venerable Lady Paola the Disheveled of Chignall Duntisbourne
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giovedì 16 ottobre 2008

Congratulazioni


E così... Eccoti. Dottore.
Ce l'hai fatta, ti sei laureato, sei arrivato alla fine di questo lungo percorso, certamente non facile. Non so, da adesso in poi, cosa farai. Forse, ancora non l'hai deciso neanche tu. Tante altre possibilità, tanti altri percorsi appaiono davanti a te: sta soltanto a te scegliere, secondo ciò che veramente vuoi.
Non sono brava a tradurre in parole quello che sento, quindi perdonami se ogni tanto il mio "discorso" incespica non poco.
Ripenso continuamente alle parole che ti ho letto l'altra sera, le parole che tua madre ha pensato di affidare proprio alla mia voce; mi aveva conosciuta quella sera stessa e ha chiesto proprio a me di interpretare le sue parole, ché secondo lei ero la persona più adatta a farlo, chiedendomi consiglio su ciò che aveva scritto. Mi sono trovata a prestarle la voce (quando non sapevo se l'avrei trovata io), pensando che non ero stata capace di dirti nulla se non "congratulazioni", e avrei voluto in un primo momento far mie quelle parole... Ma poi ho cacciato via quel pensiero assurdo: per quanto bene ti possa volere, Filippo, e te ne voglio non sai quanto, io sono tua amica, e quelle erano invece le parole di una madre. Non sapevo, finché non sono arrivata in fondo, se sarei stata davvero capace di dire tutto. Non staccavo gli occhi dal biglietto, anche se ormai conoscevo il discorso praticamente a memoria, perché sapevo che se ti avessi guardato anche solo per un secondo la voce mi si sarebbe spenta in gola. Non posso sapere tutto quello che c'era dietro quelle parole, forse arrivo ad intuire qualcosa da ciò che mi avevi raccontato tu, ma ci ho visto tanta di quella vita, tanto di quell'amore, che è stato ad un passo dal sopraffarmi.
Dopo aver finito, non ho potuto fare altro che ammutolire e "defilarmi", pur restando presente lì dov'ero. Mi sono seduta dove prima eri tu, e tu sei andato dov'ero io fino a pochi secondi prima, accanto a tua madre, e mentre vi abbracciavate ero tentata di andarmene in punta di piedi e trascinare gli altri con me. Quasi non volevo scattare la foto che poi ho scattato ugualmente, perché era un momento talmente "privato", almeno così pensavo, che mi sebmbrava una forzatura fermarlo in una fotografia. Ma ora sono contenta di averlo fatto.
Ero lì, seduta davanti a voi, e mi veniva da piangere quando tua madre s'è alzata ed è venuta a baciarmi in fronte, ma non l'ho fatto: era il tuo giorno, e per nulla al mondo l'avrei rovinato. Ho alzato appena gli occhi e le ho rivolto un breve sguardo grato e un sorriso, ma non riuscivo a parlare, e ho subito riabbassato lo sguardo perché continuavo a sentirmi gli occhi lucidi.
Per fortuna, dopo la commozione, abbiamo tutti ripreso con le "follie", e sono tornata la Paola di sempre.
Non so se sei riuscito a renderti conto in pieno che da due giorni sei ufficialmente "dottore", se ora ti ricordi per filo e per segno cosa è successo l'altro ieri (compresa la megasbronza post-proclamazione) o se ancora hai dei buchi...
So che per te, da questo momento in poi, tante cose forse cambieranno. Forse resterai qui, forse andrai altrove... Qualunque cosa farai, dovunque tu vada,Filippo, voglio che tu sappia, per quel che vale, che tra le persone per cui sei importante, tra le persone a cui tu hai dato e continui a dare tanto, ci sono anch'io. Non so se sono mai riuscita a darti, come amica, almeno la metà di quanto tu hai dato a me, ma sai bene che questa testarda e a volte squinternata donna che ti scrive ci sarà sempre. E sempre continuerà a volerti bene.
Ricorda quel che ti scrissi quando decidesti di chiudere il tuo blog: "Hai buone mani, buona testa, buon cuore: farai molto"! Ora come non mai queste parole mi sembrano adatte.
Ora, vai: stendili tutti, Fili'!!!
Buona fortuna!

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